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Coopbund: Monica Devilli “La partecipazione al centro”

Bolzano, 13 gennaio 2022– In questa intervista con Valentina Gianera di salto.bz, Monica Devilli dichiara i suoi obiettivi per il 2022 come presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol ed esprime le proprie riflessioni sulla rappresentanza cooperativa, l’adattabilità del modello di business cooperativo e la differenza tra il sistema cooperativo italiano e quello tedesco e il suo ruolo di donna al veritce.

Salto.bz: Signora Devilli, lei è stata eletta presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol in ottobre e da allora rappresenta 220 cooperative in tutto l’Alto Adige. Qual è il suo compito?

Monica Devilli: Prima di tutto, voglio garantire la continuità. Sono stata membro del consiglio per dieci anni e ho ricoperto la carica di vicepresidente durante il mandato di Heini Grandi. Per noi è importante rappresentare i portatori di interesse pubblici e privati, promuovere modelli cooperativi nuovi e innovativi e informare la popolazione sulle possibilità offerte dal modello cooperativo nei vari settori – dalla cultura alla Sanità. Questo è il primo compito che mi sono posta. Il consiglio uscente ha anche elaborato un manifesto in dieci punti per i prossimi cinque anni, al quale aderirò in gran parte e dal quale selezioneremo alcune priorità per il prossimo periodo a partire da gennaio.

Come ha anticipato lei stessa, gli ambiti nei quali è attiva la cooperazione sono tanto diversificati quanto i modelli cooperativi che li rappresentano/quanto i modelli cooperativi esistenti. Questo rende il compito della rappresentanza piuttosto complesso. Cosa unisce le cooperative fra loro?

Ciò che unisce le cooperative è la partecipazione dei propri soci. Questo significa sentirsi parte dell’impresa cooperativa, avere l’opportunità di contribuire, avere voce in capitolo. È questa la differenza fondamentale rispetto alle altre società di capitali. In fondo le cooperative sono pur sempre delle imprese, ma sono imprese senza scopo di lucro, con il compito principale di soddisfare in primo luogo i bisogni dei propri soci. Nel caso delle cooperative sociali, si tratta di bisogni di natura sociale; nel caso delle cooperative di lavoro, il bisogno da soddisfare è quello di creare e mantenere il proprio posto di lavoro.

Possono le cooperative avere una voce in capitolo nel dibattito pubblico proprio in virtù di questo elemento unificante, ovvero la partecipazione dei membri?

Sì, si tratta di un nuovo modo di fare impresa. Soprattutto in tempi come questi, in cui ogni giorno sorgono nuove situazioni difficili a causa delle molte restrizioni, il modello cooperativo si è dimostrato valido. Le cooperative sono state in grado di rispondere molto bene a queste situazioni proprio perché qui – a differenza di altre aziende – le persone assumono un ruolo centrale all’interno dell’impresa.

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