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Lavoro, Ue: sì alla direttiva #WomenonBoards sull’equilibrio di genere nei cda

15 MARZO 2022 Le aziende dovrebbero adottare misure per raggiungere, entro il 2027, un obiettivo minimo del 40% delle posizioni dirigenziali non esecutive detenute da membri del sesso sotto rappresentato, o il 33% se tutti i membri del consiglio sono inclusi. Via libera dei ministri del lavoro Ue alla proposta di legge. Orlando: “Sì convinto dell’Italia all’equilibrio di genere nei cda”

I ministri del Lavoro e degli affari sociali dell’Ue hanno concordato un approccio generale sulla proposta di legislazione europea e per migliorare l’equilibrio di genere tra i direttori non esecutivi delle società quotate. Le aziende dovrebbero adottare misure per raggiungere, entro il 2027, un obiettivo minimo del 40% delle posizioni dirigenziali non esecutive detenute da membri del sesso sotto rappresentato, o il 33% se tutti i membri del consiglio sono inclusi. Le aziende che non riescono a raggiungere questi obiettivi dovrebbero applicare criteri chiari, inequivocabili e formulati in modo neutrale quando nominano o eleggono gli amministratori. Spetta agli Stati membri (e non alle imprese) scegliere tra i due obiettivi del 40% per gli amministratori non esecutivi o del 33% per tutti i membri del consiglio.

L’accordo apre ora la strada a negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo al fine di concordare una posizione comune. La direttiva, segnala una nota, mira a fissare un obiettivo quantitativo per la percentuale di membri del sesso sotto rappresentato nei consigli di amministrazione delle società quotate. “A nome dell’Italia ho espresso un sì convinto alla direttiva #WomenonBoards per migliorare l’equilibrio di genere nei CdA delle imprese. L’Europa promuove sempre più i diritti delle donne, oggi facciamo un importante passo in avanti per valorizzarne i talenti e la crescita”, ha scritto su twitter Andrea Orlando, ministro del Lavoro. “Grazie alla prima strategia nazionale sulla parità di genere del 2021 – ha anche segnalato il ministro del Lavoro – abbiamo individuato misure strutturali e di sistema strettamente correlate al piano nazionale di riforme di resilienza. Altri interventi significativi hanno riguardato la riforma dei congedi parentali di paternità, oltre che l’introduzione di incentivi al lavoro femminile e le detrazioni per i servizi di cura. La vera sfida è connessa alla conoscenza e valorizzazione delle specificità delle persone che nel mondo del lavoro può e deve essere facilitata dalla stretta collaborazione soprattutto tra le parti sociali. Potremmo parlare di effetto moltiplicatore in termini di sensibilizzazione, formazione, supporto, che in Italia certamente è favorito da un consolidato dialogo e confronto con le associazioni, ad esempio della comunità Lgbt e rom e delle persone fragili e disabili. Allo stesso modo ma in contesti ancora più ampio e trasversali, fondamentali – ha concluso il ministro Orlando – sono gli organismi di parità nelle loro diverse forme competenze e in proposito salutiamo con favore la la futura iniziativa europea per rafforzarne il ruolo”.

“Dopo la legge Golfo-Mosca, che ha portato al 39% dal 7% la presenza femminile nei Cda- spiega Valente- ora è in discussione nella Commissione Affari costituzionali del Senato il disegno di legge a prima firma Pinotti sul riequilibrio di genere nelle Authority, nelle società controllate e nei comitati di consulenza al governo. Sto lavorando a questo importante ulteriore passo in avanti da relatrice al disegno di legge, che intende portare almeno 2 donne su cinque componenti in tutti gli organismi di vertice anche nel settore pubblico, pena la nullità delle nomine stesse. Due dunque i fattori di controllo: le sanzioni, per cui si prevede che le nomine non siano valide se non viene rispettato l’equilibrio e la relazione triennale al Parlamento su tutte le nomine”.

“L’accordo odierno in seno al Consiglio rappresenta un importante passo avanti. Chiedo un rapido avvio dei negoziati con il Parlamento europeo in vista dell’adozione finale di questa direttiva, che contribuirà ad affrontare il tetto di vetro con cui le donne sono ancora troppo spesso confrontate nel mondo del lavoro”, ha affermato Élisabeth Borne, ministro francese del Lavoro, dell’Occupazione e dell’Inclusione economica.

FONTE

Legacoop Pari Opportunità
contro la violenza di Genere