Cooperativa Coop Adriatica

Settore di attività: Consumo

Principali dati (anno 2007): 8.740 occupati di cui 6.539 donne; 971.851 soci di cui 565.617 donne; valore della produzione € 1.789.212.834,00

Ambito: Conciliazione

Progetto: PROTOCOLLO PER LE AZIONI POSITIVE

Descrizione

Il protocollo prevede diverse iniziative per il sostegno alle persone, ai loro diritti e a diverse loro esigenze, anche al di fuori dell’ambito lavorativo.

Sono previste diverse attività: dal fondo di solidarietà per le situazioni di particolare disagio, al monte ore straordinario per visite specialistiche e trattamenti legati a patologie particolari, alle ore di permesso per lo svolgimento di attività di volontariato.

Le commissioni paritetiche per la gestione degli interventi, una per ogni area contrattuale, si sono riunite circa una volta al mese (34 volte in tutto) per valutare le richieste presentate.

Complessivamente, il Protocollo ha consentito la fruizione di 4.860 ore di permesso per situazioni di grave difficoltà personali o per l’assistenza di familiari in gravi condizioni di salute, ma anche 317 ore per svolgere attività di volontariato. In 20 casi i lavoratori hanno anche potuto accedere a un contributo economico, per un totale di 52.000 euro.

Con l’ obiettivo di facilitare i lavoratori che hanno particolari esigenze familiari, nel 2008 è stato anche realizzato uno studio di fattibilità sul telelavoro per i ruoli impiegatizi, dal quale è però emerso che al momento un’organizzazione del lavoro a distanza non è praticabile, se non per un numero molto limitato di casi.

Relativamente alla maternità, Coop Adriatica offre il proprio sostegno alle lavoratrici, anche consentendo loro di astenersi dal lavoro all’ interno dei punti vendita per tutto il periodo della gestazione (nel  2008, infatti le 299 neo-mamme hanno fruito mediamente di quasi 10 mesi di aspettativa) e concedendo turni in orari comodi e permessi aggiuntivi nei primi anni di vita del bambino; inoltre la cooperativa ha riconosciuto contributi per complessivi 41 mila euro a 264 dipendenti che hanno avuto un figlio nel corso dell’anno.

Ambito: Conciliazione

Progetto: ORARIO AD ISOLA

Descrizione

Il progetto prende avvio nel 2002 per volontà del Consiglio di Amministrazione che ne ha tratteggiato le linee strategiche sulla base delle quali la Direzione aziendale ha fissato gli obiettivi e ha dato mandato alla Direzione del Personale e ad un gruppo di lavoro interno di renderlo operativo. Gli obiettivi sono di rispondere alla necessità di conciliare le esigenze individuali dei lavoratori, ma soprattutto delle lavoratrici – il 90% del personale della barriera casse è costituito da donne – riguardo al tempo di “non lavoro” con quelle organizzative di presidio del servizio in cassa. Alla base del progetto sta la ricerca di un modello organizzativo che ponga al centro le esigenze individuali delle persone rispetto a quelle organizzative dell’impresa nella definizione degli orari giornalieri e settimanali. L’intento del progetto è di agevolare le donne a costituire un proprio orario di lavoro, flessibile nella giornata e nella settimana, ottenuto armonizzando gli aspetti di vita privata con gli impegni lavorativi. Il progetto intende dunque operare un rovesciamento nelle logiche di definizione dell’organizzazione dell’orario di lavoro: da un orario subito – in quanto costruito dal responsabile della barriera casse – ad un orario creato su misura e da proporre ai colleghi. Si tratta di un concetto innovativo la cui esigenza è particolarmente sentita all’interno del settore casse, dove la quasi totalità del personale è formato da donne, che spesso, avendo una famiglia e minori a carico, devono conciliare il lavoro con gli impegni derivanti dalle esigenze dei figli nonché dal desiderio di coinvolgersi nella loro crescita. Il tipo di organizzazione proposta nel progetto permette di essere più presenti in ambito famigliare, di ricavare lo spazio per portare il figlio dal medico, accompagnarlo a scuola, seguirlo nelle attività sportive o, semplicemente, stargli più vicino. Permette inoltre di ottimizzare gli spostamenti per recarsi al lavoro recuperando tempo e denaro. Il progetto, indirettamente, incide positivamente anche su coloro che non hanno una famiglia (per effetto della complementarietà). E’ così che un lavoratore può scegliere di effettuare un determinato orario perché gli consente di frequentare un corso di studi, praticare uno sport, svolgere attività di volontariato o, soltanto, ama far tardi la sera e preferisce riposare al mattino. Il punto di forza di questa formula può essere così descritto: invece di proporre delle organizzazioni del lavoro a partire dalle quali i lavoratori si costruiscono la propria vita personale, vengono offerte delle organizzazioni in cui il tempo di lavoro si inserisce in modo più naturale nel tempo di vita. Questo sistema garantisce l’equilibrio dei tre fattori chiave per il successo dell’ impresa: la soddisfazione del cliente, l’ efficienza dell’ impresa, la motivazione del personale complementari tra loro. Gli elementi importanti introdotti dal sistema sono: la flessibilità e la modulazione. La flessibilità è intesa come la possibilità di scegliere orari di lavoro sempre diversi in termini sia di durata che di giorni e momenti della giornata. La modulazione è intesa come la possibilità, stabilite le regole di funzionamento del sistema e con una remunerazione che rimane immutata, di utilizzare le proprie ore lavorative in un sistema di debito/credito ripartendo il proprio tempo di lavoro su scala periodica, mensile o annuale. L’ isola si fonda sul concetto delle diversità/complementarietà delle esigenze individuali. E’ infatti composta da persone che hanno stili di vita diversi in funzione del carico famigliare . Perché possa funzionare, il sistema necessita che nei colleghi si sviluppino principi di equità e solidarietà. Le parole chiave del sistema sono infatti: solidarietà – i membri dell’ isola sono solidali nel farsi carico della “curva di carico” prevista; concertazione – più i membri dell’isola si concertano e si accordano per ottimizzare i loro orari, migliore è la flessibilità; responsabilità – ogni membro dell’ isola è responsabile dell’orario che ha contribuito a costruire e partecipa al buon esito finale; adattabilità – i membri individuano soluzioni e si adattano alla fluttuazione delle esigenze che sorgono nell’ isola e modulano i propri orari in funzione delle proprie esigenze e della capacità organizzativa del gruppo.